Come calcolare gli interessi del conto corrente

Il calcolo degli interessi di un conto corrente è un’operazione matematica piuttosto facile che richiede, però, la conoscenza di un dato fondamentale ovvero i tassi di interesse del conto corrente in questione.

I tassi dei conti correnti  vengono sempre indicati in percentuale (es. 1%, 2%, 3%). Un aspetto importante a cui fare subito attenzione è la differenza tra tassi di interesse lordi e tassi di interesse netti. I primi fanno riferimento alla percentuale indicata sul contratto ma che non corrisponde all’effettivo guadagno del cliente. Guadagno che invece si bassa sugli interessi netti del conto corrente.

Un modo semplice per passare dal tasso di interesse lordo al netto è quello di scalcolare dal primo la quota parte che va via in tasse, moltiplicando il tasso per 4 e poi dividendolo per 5.

Per calcolare quali saranno i reali rendimenti di un conto corrente a fine anno bisogna dunque effettuare un calcolo degli interessi sul conto corrente, e sommare questi ultimi al deposito minimo presente sul conto stesso.

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Interessi e saldo finale: il calcolo sul conto corrente

Per effettuare il calcolo dei rendimenti partiamo dalla cifra che immaginiamo sarà sempre presente sul conto per tutto l’anno. Gli interessi bancari che ci verranno riconosciuti saranno pari al risultato di questa moltiplicazione:

deposito x tasso di interesse netto x 0.01

Questo è quanto la banca promette di farci guadagnare sulla base dei tassi di interesse attivi praticati sul nostro conto. Attenzione però! Ciò è vero se sul conto, durante l’arco dell’anno, il deposito è sempre stato presente. Nei momenti in cui sul conto non è presente denaro gli interessi non verranno maturati (anche nel caso in cui dopo qualche tempo si ridepositi la stessa cifra).

Gli interessi passivi

Ma non è tutto qui: se per qualche periodo di tempo sul conto è presente un saldo “in rosso” allora, non solo non guadagneremo nulla, ma dovremo versare alla banca gli interessi passivi. Cosa sono? Sono praticamente il duale di quelli attivi.

Sulla base dell’entità del nostro passivo ed in base alla sua durata, la banca ci richiederà il pagamento di questi interessi passivi visto che il “rosso” corrisponde ad una forma di prestito dalla banca al cliente. Prestito per il quale la banca applica degli interessi.

Sia gli interessi attivi che quelli passivi sono indicati sul contratto al momento della stipula. L’aspetto più antipatico è che, quasi sempre, il tasso di interesse passivo è di gran lunga superiore a quello attivo. Per questo diventa ancora più  importante, se si vuole guadagnare con il proprio conto corrente, evitare il famoso “rosso” .