Conti deposito

Legge di stabilità: i conti deposito rendono di più dei fondi pensione

rendimento conto corrente

I conti deposito si confermano uno dei prodotti preferiti dagli italiani per la gestione dei risparmi, preferenza che è destinata ad aumentare vista la nuova tassazione sui fondi pensione, introdotta dalla legge di stabilità 2015.

A portare gli italiani a preferire i Conti Deposito anche la possibilità di scegliere, facilitata dalla presenza di comparatori on line, tra diverse varianti proposte dai vari istituti bancari con costi diversi in base all’operatività dei conti e quindi la possibilità di avere prodotti personalizzati e con rendimenti relativi alti rispetto ad altre forme di risparmio.

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I confronti tra conti deposito e fondi pensione sono stati fatti attraverso diverse simulazioni, ciò ha permesso di tenere in conto diverse varianti e di avere risultati attendibili.

E’ emerso che un Conto Deposito può rendere fino al 30% in più rispetto ad un fondo pensione. La simulazione, effettuata tra un TFR trattenuto in azienda ed il fondo pensione Cometa dedicato ai metalmeccanici, ha fatto emergere una discrepanza del 25% che rende poco conveniente il fondo. La stessa arriva al 30- 32% se viene calcolata anche la differente tassazione dovuta alla legge di stabilità (comma 621 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014 n°190).

Di quanto è aumentata la tassazione dei fondi pensione? Non di poco perché la legge di stabilità 2015 prevede una tassazione al 20%, mentre in passato si trattava dell’11,5%, da questo aumento per ora sono stati esclusi i conti deposito e i titoli pubblici la cui tassazione è al 12,50%.

Secondo i calcoli fatti da Panorama le pensioni integrative alimentate fino ad ora con il TFR hanno un ammontare del 10% più alto rispetto a quelle che potranno essere maturate da ora con la nuova tassazione applicata alla rendita di gestione. Una perdita notevole dovuta alla volontà del governo di favorire forme di risparmio alternative ed in particolare l’acquisto di Titoli di Stato e la richiesta di anticipazione del TFR in busta paga per affrontare i debiti contratti ed aumentare i livelli dei consumi, giunti ormai ai minimi.

A ciò deve essere aggiunto che, il comma 624 dell’articolo 1 della legge di stabilità, prevede anche che l’imposta complessiva dovuta con l’aliquota del 20% si applica anche alle rendite finanziarie del 2014. Ciò implica che viene superato il principio della irretroattività dell’imposizione fiscale, contenuto nello Statuto del Contribuente, adottato con legge ordinaria e quindi modificabile da altra legge ordinaria temporalmente successiva.