Il conto corrente cointestato: caratteristiche e vantaggi

La cointestazione di un conto corrente è una procedura sempre più comune sia in ambito famigliare che in quello delle aziende e del commercio. A livello famigliare un conto corrente bancario cointestato consente di risparmiare sui costi annui di gestione, permettendo di avere un unico conto (e quindi un unico canone, un unico pagamento di tasse e bolli) per entrambi i coniugi.

Nell’ambito delle imprese, invece, un conto bancario cointestato risulta utile, ad esempio, per permettere ai vari soci che concorrono alla proprietà di controllare i flussi finanziari in entrata ed in uscita dell’attività.

Come aprire un conto corrente cointestato

Per aprire un conto corrente cointestato è necessario fornire alla banca un documento di riconoscimento in corso di validità (carta di identità o passaporto) ed il codice fiscale di tutti quelli che saranno i titolari del conto. Tale operazione può essere gestita recandosi direttamente in filiale e facendosi supportare da un impiegato allo sportello, oppure via internet o telefono.

Questa seconda opzione è quella normalmente seguita da chi apre un conto a zero spese online, una nuova tipologia di prodotto che unisce la praticità della gestione telematica del conto ad una maggior redditività e minori costi di gestione dello stesso.

Prima di aprire un conto corrente cointestato è quindi consigliabile confrontare i conti correnti presenti sul mercato che offrono questa possibilità di gestione, valutandone bene i loro costi e la loro capacità di generare interessi attivi, oltre che i vari servizi inclusi nel conto. Ma non solo. Un punto fondamentale da valutare quando se si decide di cointestare un conto è quello di scegliere se utilizzare la gestione a firma disgiunta o quella a firma congiunta.

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Conto corrente cointestato a firma congiunta o disgiunta?

La scelta tra firma congiunta e disgiunta va effettuata in fase di apertura del conto e può essere cambiata nel corso del tempo. Nel caso di un conto corrente cointestato a firma disgiunta è data facoltà ai vari titolari del conto di operare su di esso, ad esempio effettuando bonifici, in maniera completamente autonoma.

Al contrario, nel caso di firma congiunta, ogni singola operazione sul conto deve essere espressamente autorizzata da ognuno dei titolari tramite l’apposizione della propria firma. Ma cosa accade in caso di morte di uno dei titolari o di separazione nel caso in cui titolari di un conto contestano siano coniugi?

Decesso del cointestatario: cosa fare?

Analizziamo il primo caso, ovvero quello della morte del cointestatario del conto corrente. Se la firma è disgiunta gli altri titolari del conto potranno continuare ad operare su di esso mentre nel frattempo, a livello legale verranno definiti gli eredi del defunto che subentreranno nella proprietà del conto.

Nel caso di firma congiunta, invece, il conto verrebbe temporaneamente congelato fino all’entrata degli eredi del defunto nella titolarità; il conto continuerà ad essere a firma disgiunta e quindi in questo caso, a regime, ogni operazione dovrà essere autorizzata da tutti gli eredi aventi diritto.

Separazione dei coniugi

Cosa succede invece nel caso di un conto corrente cointestato a coniugi che poi si separano? A riguardo si esprime l’articolo 192 del Codice Civile e la sentenza 19115/2012 della Cassazione. Entrambe le forti dicono in sostanza la stessa cosa ovvero che, una volta che con sentenza di giudice civile il matrimonio viene dichiarato sciolto, si deve affrontare anche la ripartizione dei beni di proprietà dei coniugi, ivi compreso il conto corrente.

L’indicazione generale delle due fonti è quella secondo cui le cifre presenti sul conto dovranno essere ripartite in egual misura tra i due coniugi a meno che uno di essi non dimostri di essere aver contribuito più dell’altro alla creazione del saldo presente. Il conto verrà quindi o chiuso o ceduto in una forma non più cointestata al coniuge che dovesse farne richiesta, previa cessione di tutte le spettanze a cui l’altra parte potrebbe avere diritto.

Conti correnti cointestati e successione

Per quanto riguarda la successione di un conto corrente cointestato bisogna distinguere tra conto a firma congiunta e disgiunta. In quest’ultimo caso gli eredi del defunto hanno diritto di disporre in autonomia delle giacenze sul conto; nel caso di un conto a firma congiunta, invece, bisognerà individuare necessariamente gli eredi e quindi il conto sarà bloccato temporaneamente finché gli eredi e cointestatari non prenderanno una decisione in merito.

Chiusura del conto corrente cointestato: come si ottiene?

Per quanto riguarda la chiusura del conto corrente cointestato bisogna fare una distinzione tra i conti a firma congiunta e quelli a firma disgiunta. Nel primo caso per chiudere il conto corrente cointestato la richiesta dovrà essere effettuata da entrambi i cointestatari; sul modulo di chiusura, quindi, dovranno esserci le firme di ambedue gli intestatari. Nel caso invece di un conto a firme disgiunte è sufficiente la richiesta di un solo intestatario per procedere con l’estinzione del conto cointestato.