Conti correnti

Il prelievo forzoso diventa realtà?

prelievo banche

La situazione delle arche erariali italiane sembra farsi ogni giorno più difficile. L’elevato deficit pubblico e la grande difficoltà nel reperire risorse potrebbe portare il governo di coalizione presieduto da Matteo Renzi a varare una delle misure storicamente più invise ai contribuenti: il prelievo forzoso sui conti correnti.

La misura non è inedita in Italia, anche se le persone più giovani molto probabilmente non la ricordano nemmeno: era l’anno 1992 quando l’allora primo ministro Amato decise di tassare titto o conti correnti con un’imposta fissa pari allo 0,6 %.

Secondo quanto si sussurra tra i corridoi di Bruxelles, la BCE avrebbe imposto all’Italia il recupero di una certa somma di denaro per onorare i patti stabiliti nel corso degli anni scorsi.

La via più facile sarebbe quella di tassare i conti correnti, una misura a cui sarebbe praticamente impossibile scappare e che, a differenza di quella varata nel 1992 dal ‘Dottor Sottile’, dovrebbe essere molto più incisiva, con un prelievo pari a diversi punti percentuali.

A denunciare il possibile nuovo prelievo forzoso è stato Gianluca Buonanno, eletto al Parlamento Europeo tra le file della Lega Nord. Il politico leghista ha sottolineato che il rischio di un prelievo è concreto e che potrebbe andare a colpire in maniera indistinta tutti i conti correnti, anche quelli con un importo depositato al di sotto dei 100 mila euro.

Il Fondo Interbancario garantisce i depositi al di sotto dei 100 mila euro dall’eventuale crack dell’istituto di credito, assicurando di risarcire somme fino a tale cifra ai correntisti. Il Fondo Interbancario però non assicura nessun tipo di tutela nel caso di prelievi forzosi decisi dal governo.

Nonostante nel corso della passata primavera i diciotto stati membri della Zona Euro abbiano deciso ufficialmente di escludere da eventuali prelievi i conti con importi inferiori a 100 mila euro, sembrerebbe che siano previste alcune clausole speciali che di fatto slegherebbero le mani a Matteo Renzi e gli permetterebbero di firmare una delle più impopolari misure degli ultimi vent’anni della politica italiana.

A fare pressioni sul governo rimangono comunque la Bundesbank e il Fondo Monetario Internazionale, che desidererebbero tagliare il debito pubblico italiano attraverso un prelievo forzoso ai conti correnti dei cittadini.
Già dodici mesi fa il FMI aveva proposto al governo italiano di tassare del 10 % i conti correnti postali e bancari, per poter così abbassare il debito pubblico di una cifra vicina ai 170 miliardi di euro.

Ora, con l’Italia che probabilmente verrà nuovamente attaccata dai mercati nel corso delle prossime settimane a causa dell’assenza di crescita, per Matteo Renzi sono sempre più urgenti misure per rilanciare l’economia e per sanare il debito pubblico.

Gli analisti indipendenti, pur ammettendo la disastrosa situazione del debito pubblico italiano, hanno sottolineato che il prelievo forzoso potrebbe rivelarsi un vero e proprio boomerang contro l’economia del Belpaese, che nel breve periodo tornerebbe nuovamente ad affossarsi, con effetti nefasti.